MARCIA PERUGIA-ASSISI
domenica 7 ottobre 2007

Convivialità delle differenze
“E tu, cosa fai per la pace?”
Questa domanda, per niente retorica e alquanto insistente, ha accompagnato le iniziative della settimana per la pace che ha preceduto la marcia Perugia-Assisi.
Nell’incontro con i delegati dell’Onu dei popoli organizzato a Crema, essa è uscita con prepotenza di fronte ai racconti dei rappresentanti sudanese, palestinese e israeliano: “Di fronte a tutto questo, il nostro impegno come piccole associazioni e semplici volontari cosa può fare? Cosa possiamo fare noi per la pace?”
Una prima risposta è stata data dall’incontro stesso: il fatto stesso di esserci, la condivisione con i rappresentanti dei popoli mondiali, la stessa condivisione dell’impegno con tutte le associazioni promotrici dell’incontro sono piccole azioni di pace.
La risposta più forte è venuta poi dalla marcia: la volontà di mettersi in cammino insieme, la condivisione delle fatiche e delle gioie, la convivialità delle differenze, non annullate ma esaltate nel percorso comune verso un mondo diverso e possibile, l’accento sui diritti umani che sono fondamenta e guardiani della pace stessa.
Adesso viene il difficile: oltre l’entusiasmo dei colori, facendo tesoro della speranza raccolta nel cammino, bisogna affrontare l’impegno quotidiano per la pace, partendo da noi stessi e da chi ci sta intorno, con pazienza e con ostinazione, coltivando la speranza di sogni grandiosi, lenti e inesoarbili.
La marcia per la pace non è finita, è solo iniziata…
Alberto Fusar Poli (IPSIA Cremona)
Qualche riflessione sulla Marcia Perugia-Assisi e sull' Onu dei Popoli.
.......E' stato fantastico ! Ci siamo trovati in 150 in una sala con più di 30 nazioni diverse rappresentate; la sensazione è stata quella di essere in una "città ideale " capitale del mondo, un mondo più tollerante e giusto, Mondo che in quei giorni è sembrato più piccolo.
Persone che vivono lontane da noi ci sembravano così vicine anche perchè hanno gli stessi nostri sogni grandiosi e la stessa passione nel rincorrerli.
Ho notato che, spesso, proprio questi popoli sfortunati hanno, nel loro animo unitario, ancor più speranza di noi in un mondo migliore. Forse la nostra "lontananza" dai problemi veri del mondo ci salva la pelle ma ci da' tutta questa frustrazione che abbiamo di non incidere sui problemi stessi......
E' stato quindi bello e rigenerante vedere Israeliani e Palestinesi esortare entrambi al rispetto dei diritti umani per ambo i loro popoli, insieme ai popoli centro-americani, a tutti gli Africani presenti, molti, ai Tibetani, ai Ceceni,agli Afghani,agli Irakeni....storie diverse, popoli diversi, ma che parlavano, in quei giorni, la stessa lingua, quella dei diritti umani per tutti.
In particolare mi ha colpito il fatto che c'è stata un' esplicita richiesta da parte della delegazione Africana. Quella cioè di creare una solidarietà trasversale tra le varie problematiche realtà in tutto il mondo; i popoli non devono chiedere aiuto solo alle Nazioni Occidentali , ma essi si devono unire perchè gli intenti e i sogni, sebbene abbiano volti diversi, riconducono tutti verso i Diritti Umani .Insomma, è stata bella questa interazione, sebbene non approfondita, tra persone diverse che a casa loro forse si sentono sole nell' affrontare i loro problemi.

Poi abbiamo Marciato da Perugia ad Assisi..........................è stato fantastico !! siamo stati fantastici !!!
Davvero bello, tantissima gente, tantissimi scout nel loro centenario (!), tanti colori e suoni, e la mente che viaggiava ancor più veloce verso le nostre speranze........
La sensazione è sempre quella di camminare insieme a tantissimi amici, con Frate Francesco a fianco che ci sorride,....un emozione grande!
Veramente grazie a tutti voi per la bellissima giornata e per il supporto per le giornate all' Onu dei popoli.ma hai ragione Alberto, la nostra marcia è appena cominciata..

Roby (IPSIA Cremona)